Il modo di guardare le cose

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Ci sono oggetti che sembrano destinati a un solo utilizzo.
Anche il corpo, a volte, ci sembra che possa essere “usato” solamente in un modo.

Sono entrambe affermazioni legate a una modalità limitata di pensare se stessi e il proprio corpo. Scherzando (ma nemmeno troppo! Potremmo farci davvero esercizio!) ho provato a vedere cosa potevo fare con una semplice carriola: Read More

Come svolgere funzioni sedentarie?

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Lavoriamo e passiamo sempre più tempo seduti.
Cosa fare?

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Molti di noi, nella loro vita quotidiana, svolgono principalmente funzioni sedentarie. Sono seduti a lavoro, passano molte ore in macchina o sul divano. Oppure hanno un lavoro sedentario come ho provato a raccontarvi scherzosamente nel video qui sotto.

Lo avete visto?
Guardatelo.

Beh, chiunque svolge funzioni sedentarie!
La maggior parte delle volte non basta compensare le ore passate seduti con l’attività fisica, anche se è sempre una pratica ottima. C’è una cosa che possiamo fare anche quando siamo seduti: prevenire.

Come si prevengono molti dei problemi muscolo-scheletrici che nascono da una prolungata attività sedentaria? Servono dei piccoli accorgimenti che permettano al nostro corpo di non chiudersi. Ad esempio, come dico nel video, quando sei seduto: mantieni gli arti inferiori aperticontrolla il tronco e tienilo esteso. Già seguendo questi due consigli noterai un miglioramento del tuo stato.

Ti alzi dalla sedia e senti dolore?
Prova a tenere il tronco esteso e le gambe aperte (non accavallate).

E poi, come già sai: se non riesci più a stare seduto, prova ad alzarti e camminare per un po’ controbilanciando la funzione sedentaria con una più dinamica.

Ad esempio, appena avrò finito di mungere le pecore mi toccherà portarle al pascolo. E allora arrivederci funzioni sedentarie!

Guarda gli altri video de “La fisioterapia applicata alla vita quotidiana”.

La fisioterapia continua a distanza

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Uno dei capisaldi della teoria che sta alla base del lavoro che svolgiamo alle Officine del Movimento, è lo sviluppo di competenze per la vita. Life skills, dicono gli anglofoni. In poche parole: grazie al percorso che intraprendi alle Officine non solo elimini il dolore che hai, ma dai vita a una serie di comportamenti e consapevolezze che ti faranno muovere e riposare in maniera corretta. Prenderai coscienza di te stesso e del tuo movimento, fino a capire le cause che scatenano dolori o difficoltà motorie. Spesso i motivi che generano dolori articolari o muscolari sono abitudini contratte negli anni, talvolta sono movimenti impropri di parti del corpo, sforzi eccessivi.

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Come affrontare la fase critica

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Quella che tu chiami sciatalgia, infiammazione, dolore al ginocchio, ernia, mal di schiena, spalla bloccata, noi la definiamo, più genericamente, fase critica. La fase critica è infatti quell’arco di tempo nel quale un soggetto avverte un dolore ed è il più delle volte impossibilitato a svolgere alcune funzioni quotidiane di movimento.

Come abbiamo provato a dire brevemente nella pagina dedicata alla fase acuta, definire le cause che la generano e proporre soluzioni nello specifico del movimento è il nostro lavoro. Ma come?

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OFFICINE DEL MOVIMENTO. ALESSIO CENCINI E LA STORIA DI UNA SEDUTA DI FISIOTERAPIA POSTURALE

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Tuttoggi.info – Il fisioterapista e osteopata spoletino racconta l’esperienza della tredicenne Susan.

L’empatia che si crea, quella che aiuta la buona riuscita di una seduta, è da subito al massimo: il papà di Susan è un mio caro amico che viene con la figlia per un problema diagnosticato come colonna in iper-cifosi dorsale, nota come “gobba”. Tiene subito a precisare che la causa è sicuramente la separazione dalla moglie perché ha notato che Susan ha iniziato ad incurvarsi da quando sono cominciate le discussioni in casa. Read More

La vita ha bisogno di movimento e non di postura. I consigli di Alessio Cencini

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Tuttoggi.info – Più volte lo sottolinea Alessio Cencini: “l’idea di postura e l’educazione al movimento sono due cose ben diverse”. In effetti, all’interno del suo studio, si insegna a ridare movimento al corpo anche quando èfermo. Apparentemente una persona seduta non puòfar altro che mantenere la propria postura e invece, anche in una posizione statica, si puòagire in favore del proprio benessere fisico. Un consiglio? Non accavallate le gambe, consentendo così al corpo di poter avere un equilibrio dinamico e alla circolazione di fare il suo corso!

Bandita dunque la parola postura che ossessiona i genitori fin dalla tenera etàdei figli, cosìcome vengono messi al bando termini quali scoliosi o iper-lordosi. Alessio Cencini, laurea in terapia della riabilitazione, della neuro e psicomotricitàdell’età evolutiva, dottorato in osteopatia e specializzazioni in riabilitazione ortopedica, posturologia, ginnastica correttiva, terapia manuale Maitland e analisi bio-meccanica del movimento, li chiama “parole etichetta che danneggiano e che dunque non devono interessarci”.

Come si affronta allora una rigiditàdi schiena, come si combatte un mal di collo e soprattutto come si migliora una verificata curvatura della colonna vertebrale? La prima cosa che si insegna presso le Officine del Movimento èl’autovalutazione perchése si èin grado di percepire il proprio corpo lo si puòaiutare, se si ascoltano i segnali che il corpo invia si puòritrovare l’equilibrio dinamico perduto. Tutto ha inizio con un semplici test di autovalutazione per poi procedere con percorsi personalizzati che aiutano nella scelta del movimento piùgiusto da fare.

A Spoleto, presso le Officine del Movimento, i corsi sono modulati in base alle esigenze dei partecipanti quindi si svolgono in varie fasce orarie e principalmente si distinguono in 4 gruppi. Il primo è riservato ai giovani perché è proprio nell’infanzia e nell’età dello sviluppo che si deve avere l’opportunità di conoscere come usare correttamente il movimento del proprio corpo. Il secondo è dedicato all’età adulta perché “il piacere di muoversi non dipende dall’età ma dalla qualità della nostra salute” – precisa Alessio – e “grazie a un percorso educativo al movimento ed attenzioni quotidiane si possono acquisire le giuste autonomie dinamiche del corpo”. Un corso è riservato alle donne sempre attente al modellamento fisico come chiave della propria sicurezza e armonia. Infine, un discorso a parte va fatto per le esigenze degli sportivi che devono saper muovere il corpo per prevenire le sofferenze muscolo-scheletriche e raggiungere anche nuovi risultati.

I corsi aiutano ad allenare la mente che ha bisogno di ripetitivitàper abituarsi a compiere movimenti che le sono nuovi ma che sono fondamentali per il benessere del corpo. D’altronde, la ricerca spasmodica di escamotage per nascondere problemi quali la difficoltàa rimanere a lungo in piedi, l’impossibilitàdi allacciarsi le scarpe o la rigiditàdella schiena al risveglio non fanno che rimandare una complicazione che torneràa riproporsi, giorno dopo giorno, senza mai trovare soluzione. Sono proprio questi segnali preventivi che vanno colti come irrinunciabili occasioni di recupero del proprio equilibrio dinamico. Parola di esperto.

SPALLA CON DOLORE, LEGGI LA STORIA DI UNA SEDUTA DI OSTEOPATIA

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Tuttoggi.info – Alessio Cencini Fisioterapista Osteopata racconta l’esperienza di una seduta

Marco, 45 anni, potatore, dolore alla spalla sinistra. Non ricorda come è iniziato, riferisce solo che la spalla sinistra duole, riesce nei movimenti più comuni, la forza è presente, ma non riesce a elevarla completamente.

Marco vuole sapere se è un problema della cuffia dei rotatori, se è una lesione del tendine del sovra spinoso, se è una capsulite della spalla, oppure periartrite scapolo omerale, o una tendinite del capo lungo del bicipite (CLB), se serve fare della laser-terapia, delle onde d’urto o una tecarterapia. È il caso che faccia una ecografia? Una risonanza magnetica (RMN)?

La risposta è: completiamo la valutazione, comprendiamo meglio come è la storia, anche se non la ricorda, sicuramente c’è, inoltre e non ultimo, cerchiamo di scoprire quale messaggio porta il problema della spalla.

Dalla valutazione emerge che Marco dorme sulla spalla sinistra, la clavicola e il piccolo pettorale hanno uno stato tensionale tipico della spalla in disfunzione di chiusura; e nel momento in cui gli si chiede se abbia svolto lavori ripetitivi, seguiti da gesti rapidi, come il mettere in moto la motosega si apre la porta della sua memoria del medio periodo: ora ricorda bene come è iniziato il dolore e come si è comportato nel tempo.

Allora si amplia la visione della persona, che mostra la possibilità di cogliere altri aspetti del momento che vive, oltre il dolore, non si meraviglia, e chiede quale è la relazione; una volta compresa, lui riscontra che effettivamente questo è un periodo buio, senza entrare in altri particolari. I movimenti che erano in difficoltà dopo la seduta sono liberi, rimane del dolore solo alla fine dell’esecuzione del gesto che prima era limitato e dolente.

Alla fine dell’incontro Marco ci regala un suo pensiero nato nel corso della seduta: “Più cultura, meno paura”, non possiamo che condividere, con Lui e con Voi.